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TARSU/TIA: si applica ancora l'IVA? (aggiornamento del precedente articolo)

Ancora novità e pronunce in merito all'applicazione dell'IVA su TARSU/TIA.

Dopo il precedente articolo:IVA SULLA TARSU/TIA NON DOVUTA:cosa fare (che trovate pubblicato sul sito) il 6 Aprile 2010 il Sole24Ore ha pubblicato un articolo con le ultime novità in materia di cui riassumiamo i contenuti.
Nonostante la Corte Costituzionale con la sentenza più volte citata nel precedente articolo abbia chiarito che la Tia è una tariffa solo nel nome nella pratica non si distingue dalla Tarsu e quindi rappresenta nei fatti un tributo. Se la Tia è un tributo non può essere applicata l'iva, almeno secondo le logiche conclusioni cui sono giunte anche le amministrazioni locali. Tuttavia, ad oggi, le aziende continuano ad applicarla. Così risulta da un monitaraggio di Federambiente (associazione delle aziende attive nei servizi pubblici ambientali) che ha analizzato le scelte condotte dalle imprese che servono circa 12,5 milioni di italiani (il 78% dei 16milioni di italiani che pagano la Tia). Dall'analisi risulta che a 5,5milioni di italiani(il 44%) l'Iva sarà chiesta anche nel 2010 e a 2,3 milioni (18%) attende ancora una soluzione definitiva da parte delle aziende dei servizi pubblici. Solo 4,7milioni (38%) vedrà sparire l'iva.
Alla base delle scelte aziendali una lettura "alternativa" della sentenza 238/2009, supportata da un parere di un costituzionalista, nel quale si sostiene che la sentenza non ha bocciato la norma controversa,ma ne ha solo dichiarato l'infondatezza, pertanto la pronuncia non è vincolante.

Lettura opposta da parte di Anci (associazione nazionale che riunisce i comuni italiani) e Ifel (istituto per la finanza e l'economia locale).
Incerta la posizione dei giudici tributari:la commissione tributaria regionale della Toscana ha "promosso" l'iva quando a gestire il servizio rifiuti sia un soggetto societario; la commissione provinciale di Modena ha bocciato imposta e fattura.
Il più esitante sino ad oggi è stato il legislatore, nonostante gli appelli di comuni e imprese in cerca di "certezze" non si è pronunciato sul tema: c'è stato un timido tentativo di avviare la "macchina dei rimborsi" sotto forma di emendamenti, ma, successivamente, non sono mai stati votati.

Si affacciano ora, al contrario, alcuni segni contrari: i parlamentari eletti in Emilia Romagna hanno ricevuto la scorsa settimana dall'Anci regionale un pacchetto di mendamenti che modificano il D.lgs. 49/97  stabilendo che "la tariffa costituisce il corrispettivo per lo svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti urbani" (quindi è gravata da iva) e che le controversie sul tema passano dalla giurisdizione tributaria a quella ordinaria. Unico dato certo ad oggi è che per i privati non cambierà nulla:se la Tia è un tributo entrate e uscite entrano nel bilancio comunale e per evitare perdite saranno necessari ritocchi per compensare l'imposta venuta a mancare. Per le imprese il conto è negativo perchè senza iva cade anche la detrazione.

Fonte: Il Sole24ore 6 Aprile 2010

Ultimo aggiornamento (Venerdì 16 Aprile 2010 07:33)

 
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