Quanto costa ristrutturare casa? Quale tipo di appalto scegliere. VIZI DI COSTRUZIONE
Quanto costa rifare il bagno? E sostituire un pavimento? E demolire un muro? Sono le domande che si fanno i consumatori che intendono ristrutturare anche approfittando delle agevolazioni tributarie. Poichè le spese per ristrutturare sono spesso rilevanti si interpellano 2 o 3 imprese e si chiedono i relativi preventivi e di solito – ovviamente – si sceglie chi offre meno.Purtroppo però non sempre la scelta è quella giusta.E qui, purtroppo sempre più spesso, inizia il calvario del proprietario consumatore.Ed ecco che ci si accorge che l’impresa non sa lavorare, abbandona il cantiere per interesettimane o mesi, causa danni agli impianti o – peggio – ai vicini e, sempre più spesso, l’importo iniziale previsto nel preventivo da noi approvato si gonfia fino a raddoppiare,triplicare e ..... mandarci sul lastrico!Mentre per quanto riguarda la cattiva condotta dei lavori ogni proprietario – anche se non delmestiere – riesce a trarre le sue conclusioni, quando si tratta di prezzi iniziano i problemi.Ed infatti capita spesso che, durante i lavori, sia necessario effettuare interventi nonprevisti e neanche prevedibili. Se, durante una demolizione, si scopre un solaio “marcio” non ècerto colpa dell’impresa nè si può evitare di prendere provvedimenti e – inevitabilmente – inuovi interventi costano!L’impresa seria dunque presenta un ulteriore aumento di costi, corrispondenti al reale aumentodi lavoro. L’impresa “birichina” ne approfitta invece per proporre un prezzo altissimo, con laquasi certezza dell’approvazione del povero consumatore che, in ogni caso, ha un appartamentoche sembra un campo di battaglia e, disperato, non vede l’ora di portare a termine le opere eriappropriarsi del proprio appartamento.Occorre dunque affidarsi ad esperti in grado di valutare, entro ovviamente i giusti margini diguadagno di ogni impresa, se l’importo dei lavori è in linea con i prezzi medi del mercato.Va infine tenuto presente che, in base all’art. 2227 del c.c., è consentito far interrompere ilavori in qualsiasi momento, pagando al prestatore d’opera il compenso parziale e le spesesostenute fino a quel momento.E’ una facoltà da non sottovalutare per evitare guai peggiori, facendo però attenzione a nonfirmare clausole che limitano questa facoltà o che consentono all’impresa pagamenti di penali incaso di recesso.Per questi casi limite però, prima di agire, data la delicatezza dell’argomento, conviene semprechiedere un parere preventivo. E’ sempre utile – oltre che prassi – detrarre sempre ad ogni pagamento una certa percentualepari di solito al 10% di quello che si deve volta per volta (i cosiddetti decimi di garanzia) dasaldare normalmente all’impresa a 30 o 60 giorni dopo la fine dei lavori, se tutto è andato peril meglio.Da queste brevi note si comprende che, mentre per una semplice opera di manutenzione ordinaria,quale il rifacimento di un pavimento, di un rivestimento, una riverniciatura/tinteggiaturadell’appartamento e degli infissi il proprietario se la può cavare con le proprie forze, peropere appena più complesse occorre la mano di esperti, senza considerare che già per le operedi manutenzione straordinaria è il Comune che ci obbliga a nominarli per poter presentare laD.I.A. (Denuncia Inizio Attività) e in tal modo “essere in regola”.
La faccenda si complica ulteriormente quando si tratta di scegliere anche il tipo di appalto.
Affidiamo all’impresa i lavori in economia, a corpo, a misura o un pò dell’uno e un pò dell’altro?Cerchiamo di analizzare, senza voler entrare troppo nel merito, i vari tipi di appalto, considerandone – seppur sommariamente – luci ed ombre.Appalto in economia: una volta fissato il compenso orario degli artigiani si tratta di pagarliper il numero delle ore in cui lavorano. Può convenire per i classici “ciappini”, considerandoperaltro che nessun artigiano sarebbe disponibile diversamente.I rischi sono che le ore “lievitino” più del previsto ed occorre capire bene i costi deimateriali, dei trasporti, del nolo delle attrezzature, delle discariche ecc. ecc. per nontrovarsi con delle brutte sorprese finali.Appalto a corpo: Sembrerebbe a prima vista il tipo di appalto più conveniente in quantochiarisce prima tutte le lavorazioni che desidero eseguire succeda quel che deve succedere,poiché l’importo dei lavori è stato preventivamente concordato e non si deve ritoccare.Purtroppo non è così: basta però un piccolo imprevisto – e nelle ristrutturazioni questa è laregola – che il N.P. (Nuovo Prezzo) può essere esorbitante: si veda l’esempio fatto prima sulsolaio “marcio”.Nè si può pretendere di non pagare l’impresa se, mentre si demolisce, si trovano tubi cheperdono, canne fumarie del proprietario del piano di sotto o scarichi di quello del piano disopra proprio dove dovevano aprire una porta ecc, per cui siamo costretti a cambiare in tutto oin parte il progetto precedente.Appalto a misura: Anche questo sembrerebbe abbastanza semplice come il precedente. Anche perquesto tipo di appalto c’è però il rischio delle varianti come al punto precedente, ma essendogià definite e prezzate le singole voci spesso si fa riferimento, per analogia, a voci similiper cui il prezzo delle nuove voci può essere più “contrattato” con l’impresa. La difficoltà diquesto appalto è nella contabilità che risulta essere particolarmente complessa.
Vizi e difetti
I lavori devono essere eseguiti “a regola d’arte”. Ci sono due diversi periodi in cui èpossibile verificare.Verifica durante i lavori: il Direttore dei Lavori (tecnico incaricato dal proprietario) puòordinare il ripristino di una cattiva lavorazione entro un termine stabilito. In difetto, incaso questo inadempimento sia grave, il contratto può essere risolto.Verifica dopo i lavori: finiti i lavori se i pagamenti procedono come da contratto e nessunariserva viene fatta all’impresa se tali vizi sono palesi nessuna contestazione può più essereeffettuata.Vizi occultiAnche tempo dopo la fine lavori possono evidenziarsi vizi che non erano palesi precedentemente.Esempio: un tetto fa acqua solo in caso di forti temporali estivi: se l’immobile è terminato inautunno tali vizi non si erano ancora evidenziati.Altro esempio: presenza di muffe che si sono formate durante l’inverno mentre i lavori eranofiniti in estate e tale vizio non si era ancora rivelato.Il Codice Civile garantisce per due anni o dieci anni a seconda del tipo di vizio. Se sivogliono far valere i propri diritti occorre farsi seguire da esperti per non commettere(facili) errori di procedura.
Ma per non voler spaventare troppo il lettore qui ci fermiamo, ricordando che presso l’ASSOCIAZIONE NOI CONSUMATORI siamo in grado di fornire consulenze, previo appuntamento, in grado di rispondere a tutti i quesiti.
A cura dell'Ing. G. Gasparini-Consulente Tecnico Noi Consumatori Bologna
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